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La storia
Il Festival della Musica di Mantova invita le musiciste e i musicisti italiani a partecipare (cantando e suonando esclusivamente dal vivo) alla rassegna che si terrà a Mantova dal 1° al 5 giugno 2005, dove verranno premiate le produzioni più significative
Le ragioni di un rifiuto civile
La festa della libertà e della pace (Liberazione, marzo 2005)

E così è passato anche questo Sanremo. Con Bonolis assai meglio di Tony Renis, e con Gasparri onnipresente arrivato in Riviera a difendere i valori della musica. Dice: e Mantova? Non avevate detto che lo avreste ripetuto il festival di Mantova, nato lo scorso anno per contestare Tony Renis direttore artistico a Sanremo? Per denunciare quell'aria di amicizia verso i boss di Cosa Nostra che la Rai fece orgogliosamente propria nella sua trasmissione di punta? Certo. Lo avevamo detto, io e gli altri organizzatori, a partire da Lidia Ravera e Fulvio Scaparro. E infatti ecco a voi la splendida conferma: ci sarà il bis. Ma in giugno, non più in contemporanea con Sanremo. Non fate quella smorfia. Scusate, ma che senso avrebbe fare di un festival fresco, innovativo, creativo come quello di Mantova, il "controfestival"? Perché declassarlo a "contro", quando non c'è più l'impellenza etica, civile, di opporsi -costi quel che costi- al modello Tony Renis?

Pensate dunque a un grande appuntamento musicale, teatrale, editoriale in una delle più belle città d'Italia, con piazze che mandano profumo di magie rinascimentali. Immaginate una stagione calda ma non afosa, con le giornate lunghe fino a dopo cena, e migliaia di persone che girano per la città, cercando in ogni angolo un po' di musica, pop, jazz, rock, classica, folk, disco. E poi immaginate che tutto questo accada dall'1 al 5 giugno, con in mezzo il 2 giugno, la grande festa della Repubblica, quella di cui vorrebbero sventrare la Costituzione. E ponete ancora il caso che proprio il 2 giugno, giorno oggi più simbolico che mai, cada di giovedì. Rappresenti insomma un "ponte" favoloso, che consenta di arrivare a Mantova il mercoledì pomeriggio e di andarsene la domenica sera ebbri di musica e di amicizia, avendo preso un solo giorno di ferie.

Che ne dite? Non ne vale la pena? Certo, l'anno scorso fu bellissimo ai primi di marzo. Fu bello, romantico, aggirarsi per Mantova con il bavero rialzato a proteggersi dal freddo. Ma ve la ricordate la neve che impedì a tante migliaia di persone di arrivare in città per il sabato? Sembrava una autentica rarità meteorologica. Non succederà di certo l'anno venturo, dicevano molti di noi. E invece è successo di nuovo. Neve a manetta sulla pianura padana. E perciò vien da dire "meno male". Senza contare quel progetto (per fortuna fallito) di una bomba a Sanremo; una bomba che -visti i tempi di grande fair play- sicuramente ci avrebbero addebitato, come "mandanti morali", come esponenti del "partito dell'odio" se avessimo fatto il "controfestival".

No, abbiamo fatto bene. Venite a Mantova dall'1 al 5 giugno, per festeggiare l'idea che la musica e l'arte parlino anche loro di libertà e di pace. Preparatevi, fatelo sapere. Mettetelo in agenda. E già che ci siamo e stiamo parlando di Costituzione, fate un fischio a quei parlamentari juventini del centrosinistra che hanno chiesto al ministro Castelli di intervenire sui giudici di Torino che hanno osato fare il processo per doping alla squadra più potente d'Italia. Non bastava Berlusconi, non bastava Previti. Ora, non per interesse proprio ma per mero tifo juventino, ci si mettono anche i nostri a reclamare le mani della politica sulla giustizia. Ahi, ahi. Che il 2 giugno sia davvero festa (in musica) della Costituzione!

(Nando dalla Chiesa)

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