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La storia
Il Festival della Musica di Mantova invita le musiciste e i musicisti italiani a partecipare (cantando e suonando esclusivamente dal vivo) alla rassegna che si terrà a Mantova dal 1° al 5 giugno 2005, dove verranno premiate le produzioni più significative
Le ragioni di un rifiuto civile
Lettera al Direttore (Diario, 15 aprile 2005)

Caro Direttore,
nessuna Costituzione si esaurisce in ciò che dice. Ogni Costituzione è, anche e soprattutto, il clima in cui nasce. E' il suo humus culturale. E' ciò che non vi sta scritto perché viene prima. Nella Carta del '48 non si trova mai la parola "Resistenza". Ma tutti sappiamo, e ripetiamo, che è nata dalla Resistenza. E infatti celebra i valori offesi dal fascismo, traccia un'architettura di poteri che metta al riparo da ogni autoritarismo, si preoccupa -già nell'articolo 1- di porre limiti alla stessa sovranità popolare, perché non legittimi dittature della maggioranza. Così anche nella nuova Costituzione approvata in due letture dal parlamento non si trova mai la parola "secessione". E nemmeno si trova la parola "Berlusconi". Eppure io in Senato, stando seduto appena sotto i banchi leghisti, ho ben sentito i lazzi e gli sbeffeggiamenti indirizzati agli "italiani", alla "patria", all'unità nazionale e a Ciampi che dell'unità nazionale è il (patriottico) custode. E ho visto lo scambio mercantile tra le due Camere: la minaccia di non votare in un ramo la legge Gasparri se non si votava contestualmente nell'altro ramo la "devolution". Ho visto l'unità del Paese consegnata a chi ha il 3 (tre!) per cento dei voti in cambio del soddisfacimento degli interessi personali e aziendali del capo del governo.
Battersi contro questa Costituzione e ciò che essa contiene come implicita premessa e fondamento morale è dunque il massimo dovere dei cittadini democratici. Vorrei dire di più: è ciò che oggi dà senso alla loro cittadinanza quale che sia la forma dell'impegno, dall' educazione costituzionale alla sensibilizzazione politica, dall' informazione alle manifestazioni artistiche.
Per questo vorrei segnalare ai lettori di "Diario" il senso che avrà quest'anno il Mantova Musica Festival. Lo scorso anno il Festival nacque dal bisogno civile di dichiarare l'incompatibilità tra il servizio pubblico televisivo e la familiarità ostentata -fino all'apologia- con le cosche mafiose (la Rai con la faccia di Tony Renis a Sanremo, come si ricorderà). Quest'anno esso si svolgerà invece dall'1 al 5 giugno e farà perno sul ponte del 2 giugno, festa della Repubblica. Sarà cioè un grande appuntamento artistico, musicale, culturale e civile costruito proprio intorno ai valori della Costituzione. Cinque giorni di musica tutta all'aperto, tra le piazze e i cortili rinascimentali di Mantova: per esprimere idee e sensibilità, rivendicare e comunicare, dire e far sapere in ogni forma, in una molteplicità infinita di iniziative e di ospiti. Perché il 2 giugno e i suoi dintorni non siano solo giorni di parate e di pubbliche cerimonie.
(Il bando per la rassegna musicale -articolata su sette generi- vale fino al 15 aprile, quello per l' Hyde Park dei dilettanti fino al 30. Per ogni informazione vedi www.mantovamusicafestival.it)

Nando dalla Chiesa

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